Disfagia

Cerchiamo di capire cos'è la disfagia, sintomo sempre presente nell'acalasia — e perché quasi tutto quello che si legge in giro parla di un tipo di disfagia diverso dal nostro.

Illustrazione medica: a sinistra il blocco del passaggio del cibo a livello della giunzione esofago-gastrica (acalasia), a destra il percorso della deglutizione dalla bocca alla faringe

Cos'è la disfagia

Disfagia: oggettiva difficoltà a deglutire alimenti e/o liquidi (saliva compresa).
Disfagico: persona affetta da disfagia.

Esistono vari tipi di classificazione per definirla, e conoscerle aiuta a capire perché tanta informazione in circolazione — pur essendo corretta — semplicemente non parla della nostra disfagia.

Classificazioni

Classificazione eziologica (relativa alla causa):

  • da anello di contrazione: malfunzionamento degli anelli muscolari che producono le onde di contrazione peristaltiche, che facilitano la progressione del bolo verso il basso
  • lusoria / disfagia di Bayford-Autenrieth (vascolare)
  • maligna (tumore)
  • psicogena
  • sideropenica / Sindrome di Plummer-Vinson (triade clinica: disfagia, anemia sideropenica e glossite)

La disfagia è funzionale: riguarda la sua funzione, non la struttura. Ha un malfunzionamento, ma il problema non origina da una malformazione strutturale.

Classificazione semeiotica (relativa ai sintomi):

  • ortodossa
  • paradossa

Decenni fa si pensava fosse paradossa; questa credenza è ormai obsoleta. La disfagia nell'acalasia può manifestarsi in entrambi i modi all'inizio (anche se, a mio parere, è comunque ortodossa in ogni caso), per poi diventare assoluta: solidi + liquidi, saliva compresa. Questa è una divisione basata sull'ordine di comparsa delle difficoltà con le diverse densità — a mio parere poco utile per l'acalasia.

Classificazione della localizzazione:

  • Disfagia orofaringea (ALTA)
  • Disfagia faringea/valleculare
  • Disfagia esofagea (BASSA)
Quando in medicina si parla di disfagia, si dà quasi sempre per scontato che si parli di quella alta o faringea — quella che interessa le persone anziane o colpite da ictus, SLA, Parkinson, ecc. Questo crea tantissimi malintesi e false credenze in chi cerca informazioni online sulla disfagia bassa, privo delle competenze per interpretarle. Il senso critico si dovrebbe sviluppare dopo anni in ambito medico, ma a volte anche i sanitari stessi sono vittima di superficialità nell'informazione. Esistono tantissime diete per i disfagici alti, e nessuna accertata per i disfagici bassi.

Classificazione per gravità:

Tutte le scale per disfagici che conosco non sono applicabili all'acalasia — anche qui, nessuna si riferisce alla disfagia esofagea:

  • DOSS: Dysphagia Outcome and Severity Scale
  • Scala di Waxman (1990)
  • Swallowing Rating Scale (American Speech Language Hearing Association – ASHA)
  • Penetration-Aspiration Scale
  • Dysphagia Severity Scores
  • Functional Oral Intake Scale (FOIS)

Sono aperta ad allungare la lista, e magari trovarne una specifica per i disfagici bassi. L'unica cosa che posso provare a teorizzare è la gravità correlata all'età di esordio.

Classificazione per texture:

Il documento quadro dell'IDDSI (International Dysphagia Diet Standardisation Initiative) è bellissimo e, dal 2013, ha dato vita a una terminologia standardizzata per le texture (consistenze) degli alimenti utilizzate per i disfagici. È composto da un continuum di 8 livelli:

Livello 7

Normale

Livello 6

Tenero/spezzettato

Livello 5

Tritato fine/umido

Livello 4

Cremoso — liquido molto denso

Livello 3

Sciropposo — liquido denso

Livello 2

Liquido moderatamente denso

Livello 1

Leggermente denso

Livello 0

Liquido

Tutto fantastico, ma… indovina un po' a quale disfagia si riferisce? Bravo, a quella alta! Purtroppo anche questa scala è scarsamente efficace per la disfagia bassa, perché non tiene conto delle consistenze considerate ostiche (mollica di pane, verdure a foglia larga, ecc.) da ingerire in assenza di peristalsi. L'attenzione è posta sul dover tenere ben distinte le consistenze solido-liquido (nell'acalasia non è necessario) e sulle difficoltà oro-faringee, che non ci interessano.

L'abuso del termine disfagia (implicitamente alta), così generalizzato, va combattuto perché discrimina e rende invisibile un problema reale: la disfagia esofagea.

Anatomia di base per capire la disfagia esofagea

Alleggerisco i toni e passo allo stile "storiella semi-tecnica"… esploriamo il corpo umano! Faccio l'esempio col bolo (cibo + saliva), ma il meccanismo è identico per i liquidi, saliva compresa.

  1. Il bolo dal cavo orale (bocca) passa in faringe.
  2. L'epiglottide (cartilagine mobile), nel momento della deglutizione, protegge la laringe (dove sono situate le corde vocali, e che precede la trachea) e dirotta il bolo nell'esofago.
  3. Il crocevia tra vie aeree e digestive è superato: esofago e trachea sono organi paralleli.
  4. Dalla trachea si passa ai bronchi e infine ai polmoni. Dall'esofago, si dovrebbe passare allo stomaco…

Spero di non averti perso per strada!

Cosa comporta la disfagia nell'acalasia?

Se l'esofago ha una ridotta/assente peristalsi (il movimento che fa progredire il bolo verso il basso) e il cardias non permette il passaggio, l'esofago non si svuota nello stomaco. Si può avvertire:

  • Odinofagia: dolore durante la deglutizione, perché il bolo non vuole scendere
  • Scialorrea: la saliva abbonda, ma non andando giù… si è un po' nei casini
  • Rigurgito: il bolo torna su quanto riesce — a volte sbuca anche dal naso
  • Dolore retrosternale: il bolo sta sfiancando l'esofago, lo allarga con le pressioni interne sempre di più, verso il megaesofago e oltre

La laringe è protetta dall'epiglottide solo dall'alto verso il basso: non ha difese per gli "attacchi" dal basso. Vediamo cosa succede:

  • Tosse (sintomo principale): cronica, spesso notturna e durante/dopo i pasti, violenta. È un automatismo difensivo all'entrata di un corpo estraneo nelle vie aeree, cerca di cacciarlo — funziona, ma a volte non è sufficiente.
  • Disfonia/raucedine/afonia: il bolo ha raggiunto le corde vocali e le ha infiammate; si può avere la voce modificata, o si può perderla da minuti a giorni interi.
  • Aspirazione del contenuto dell'esofago nei polmoni: qualcosa è entrato nei polmoni, si può avvertire bruciore (come quando ci si strozza con l'acqua) o addirittura dolore e senso di soffocamento.
  • Asma da rigurgito: altro automatismo difensivo — la muscolatura dei bronchi si costringe chiudendo le vie aeree per non far entrare il bolo estraneo in quel distretto… peccato che così non passi nemmeno l'aria.
  • Polmonite ab ingestis: un'aspirazione importante, o ripetute, portano all'infiammazione dei polmoni: si sente un bruciore intenso e difficoltà a respirare, a volte ansia (sarebbe strano non averla).
  • Alitosi: il bolo che fa una siesta in esofago comincia a fermentare lì — questo può portare a esofagite (infiammazione dell'esofago).
  • Sensazione di scatto: quando il bolo riesce a scendere di colpo nello stomaco, come una botola che si apre di colpo sotto i piedi.
  • Singhiozzo: un segno misterioso per la medicina, potrebbe essere un altro automatismo difensivo per liberare l'esofago dalla compressione, ma non è chiaro.

Perché la tosse è più frequente di notte?

In posizione orizzontale è più facile che il cibo faccia dietrofront: la forza di gravità non protegge più. Con l'acalasia non si può andare nello spazio — meglio prevenire con un paio di cuscini sotto alla testa.

Approfondimento — Fasi deglutitorie: per chi vuole capire meglio il meccanismo della deglutizione (anche se la fonte parla soprattutto di disfagia alta, che non ci interessa direttamente), è disponibile una spiegazione semplice a cura di Nestlé Health Science.
Fonti:
  • Wikipedia
  • Nurse24
  • iDoctors
  • Emedicine (solo per sanitari)
  • Rosenbek JC, Robbins JA, et al. A Penetration-Aspiration Scale. Dysphagia. 1996;11:93-98.
  • Daniels SK, et al. Clinical predictors of dysphagia and aspiration risk: outcome measures in acute stroke patients. Arch Phys Med Rehabil. 2000;81.
  • O'Neil KH, Purdy M, Falk J, Gallo L. The Dysphagia Outcome and Severity Scale. Dysphagia. 1999;14:139-145.
  • Documento quadro dell'IDDSI (International Dysphagia Diet Standardisation Initiative)
  • Functional Oral Intake Scale (FOIS) e Scala di Waxman, da SwallowStudy
  • iosalute
  • Medical News Today

Le informazioni sono integrate con conoscenze professionali e personali: se ci fossero errori, imprecisioni, o se hai suggerimenti da darmi, segnalali pure.

Si ricorda di fare affidamento sul proprio medico per tutte le informazioni, i dubbi e le incertezze del caso. Questa è solo una pagina divulgativa.