Le 7 fasi della deglutizione
Deglutire sembra un gesto semplice e automatico. In realtà è uno dei processi motori più complessi dell'organismo — e nell'acalasia sappiamo esattamente in quale tappa del viaggio le cose si complicano.
Un gesto solo apparentemente semplice
Deglutire sembra un gesto semplice e automatico: portiamo il cibo alla bocca, mastichiamo, inghiottiamo e il bolo raggiunge lo stomaco. In realtà la deglutizione è uno dei processi motori più complessi dell'organismo umano, risultato della coordinazione precisa tra muscoli, nervi, strutture anatomiche e pressioni interne.
Ogni giorno compiamo centinaia di atti deglutitori senza rendercene conto. Perché ciò avvenga correttamente è necessario che il bolo alimentare venga preparato, spinto e accompagnato lungo un percorso che coinvolge cavità orale, faringe ed esofago, fino all'arrivo nello stomaco.
1. Fase anticipatoria: il corpo si prepara alla deglutizione
La deglutizione inizia prima ancora che il cibo entri nella bocca. La vista, l'odore, il gusto e l'esperienza del cibo attivano una serie di risposte preparatorie: aumenta la salivazione, cambiano il tono muscolare e la postura, vengono predisposte le strutture coinvolte nella successiva gestione del bolo.
Questa fase è importante perché la deglutizione non è soltanto un atto meccanico, ma un comportamento integrato tra sistema nervoso, sensorialità e motricità.
2. Fase 0: preparazione extraorale
È la fase in cui il cibo viene preparato prima dell'ingresso nella bocca. Comprende azioni apparentemente banali ma fondamentali: prendere l'alimento, portarlo alla bocca e superare lo sfintere labiale.
La consistenza del cibo, il volume del boccone e le caratteristiche del bolo influenzeranno poi il lavoro delle fasi successive.
3. Fase 1: preparazione orale
Il cibo viene trasformato in bolo attraverso la masticazione e la miscelazione con la saliva. La lingua ha un ruolo centrale: raccoglie il materiale alimentare, lo organizza e lo rende pronto per essere trasferito verso la parte posteriore della bocca. Una preparazione orale efficace permette una progressione più sicura e coordinata.
Nell'acalasia la preparazione orale è più lunga rispetto alle persone sane, perché è necessario rendere il bolo più adatto al passaggio difficoltoso attraverso lo sfintere esofageo inferiore (SEI/LES), più costretto del normale.
4. Fase 2: trasporto orale
In questa fase il bolo viene spinto dalla lingua verso l'orofaringe. È ancora una fase sotto controllo volontario: decidiamo quando iniziare la deglutizione. Il movimento linguale genera una pressione che spinge il bolo posteriormente fino alla zona in cui viene attivato il riflesso deglutitorio.
Nell'acalasia il soggetto sceglie volontariamente di avviare più frequentemente la deglutizione, per mandare più segnali di apertura allo sfintere, sperando che almeno qualcuno vada a buon fine.
5. Fase 3: fase faringea
La fase faringea è una fase estremamente rapida e complessa. Quando il bolo raggiunge la faringe si attiva una sequenza automatica che deve contemporaneamente:
- spingere il bolo verso l'esofago;
- proteggere le vie respiratorie;
- coordinare la chiusura laringea;
- aprire lo sfintere esofageo superiore.
Durante questa fase il sistema respiratorio viene temporaneamente coordinato con la deglutizione per evitare che il materiale alimentare entri nelle vie aeree. Le alterazioni di questa fase possono causare tosse durante il pasto, voce "gorgogliante" o episodi di aspirazione.
La fase faringea: chiusura laringea e apertura dello sfintere esofageo superiore.
6. Fase 4: fase esofagea
È la fase che interessa maggiormente chi vive con l'acalasia.
La fase esofagea: qui il bolo dovrebbe attraversare l'esofago fino allo stomaco grazie alla peristalsi.
Normalmente, dopo il passaggio attraverso lo sfintere esofageo superiore, il bolo viene trasportato lungo l'esofago grazie alla peristalsi: una sequenza coordinata di contrazioni muscolari che accompagna il cibo verso lo stomaco. In teoria dovrebbe durare 8-20 secondi.
Alla fine del percorso deve avvenire un altro evento fondamentale: il rilassamento dello sfintere esofageo inferiore, che permette al bolo di attraversare la giunzione esofago-gastrica. Nell'acalasia questo sistema perde la sua normale coordinazione.
La malattia è caratterizzata da un mancato o incompleto rilassamento della giunzione esofago-gastrica, associato all'assenza o all'alterazione della peristalsi esofagea. Il risultato è che il bolo può arrivare correttamente fino all'esofago, ma trova una "porta" che non si apre adeguatamente.
La conseguenza può essere:
- sensazione di arresto del cibo dietro lo sterno;
- necessità di bere per favorire il passaggio;
- rigurgito di cibo non digerito;
- dolore toracico;
- aspirazione per ritorno del bolo verso la laringe ed entrata nelle vie respiratorie;
- progressiva dilatazione esofagea nei casi avanzati.
7. Fase 5: fase gastrica
L'ultima fase è l'arrivo del bolo nello stomaco. Dopo il superamento della giunzione esofago-gastrica, il cibo entra nella fase digestiva vera e propria.
Nella persona con acalasia questa fase può essere rallentata indirettamente, perché il problema a monte impedisce un normale svuotamento esofageo.
Acalasia: un problema di "porta" e di "movimento"
Osservando la deglutizione nel suo insieme possiamo comprendere meglio il motivo per cui l'acalasia produce sintomi così caratteristici. La deglutizione non è semplicemente un tubo attraverso cui passa il cibo: è un sistema dinamico in cui ogni segmento deve coordinarsi con quello successivo.
Nell'acalasia vengono meno due elementi fondamentali: la spinta peristaltica efficace dell'esofago, e il corretto rilassamento dello sfintere esofageo inferiore. Il risultato è un conflitto funzionale: il corpo continua a inviare il bolo verso il basso, ma la giunzione esofago-gastrica non risponde adeguatamente.
Perché conoscere le fasi della deglutizione è utile per chi ha l'acalasia?
Comprendere il percorso del bolo aiuta anche a interpretare meglio i sintomi e ad agire nelle fasi in cui si ha il controllo. Una persona con acalasia può deglutire più volte, masticare maggiormente e attivare una fase faringea efficace, ma percepire comunque difficoltà perché il problema compare dopo, quando il bolo entra nell'esofago.
Conclusione
La deglutizione è un viaggio composto da sette tappe coordinate. Nell'acalasia il viaggio inizia correttamente, ma incontra delle difficoltà nel tratto finale: l'esofago perde la capacità di spingere efficacemente il bolo e la giunzione esofago-gastrica non si apre come dovrebbe.
Conoscere la fisiologia della deglutizione permette quindi di comprendere meglio non solo la malattia, ma anche perché i sintomi dell'acalasia siano così specifici.
- Società Italiana di Deglutologia – La deglutizione e la deglutologia
- Coscarelli S. – Presbifagia e disfagia
- Fisiologia della deglutizione normale, EMC Otorinolaringoiatria
- ASGE Guideline on the Management of Achalasia
- European guidelines on achalasia – UEG/ESNM recommendations
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