Matteo: l'acalasico più figo che c'è
"Non è così male essere rari (non mi piace dire malati)."
Questa è la maxi-storia di come la mia vita
cambiata, capovolta, sottosopra sia finita
seduto su due piedi qui con te
ti parlerò di Matteo l'acalasico più figo che c'è
A parte gli scherzi. Sono Matteo, vengo da Bolzano (se te lo stai chiedendo no, non so il tedesco), ho 27 anni e da 5 anni convivo con una tosta compagna di vita. Una compagna che accomuna tutti i membri di questo meraviglioso gruppo. Più che un gruppo una seconda famiglia.
Beh, era iniziato tutto con dei dolori al petto, i cosiddetti spasmi. La mia dottoressa di base continuava a dirmi "Cosa vuoi che sia? Sono dolori della crescita, vuol dire che stai crescendo". Poi ho iniziato ad avere problemi anche mentre mangiavo, il cibo si bloccava e per farlo scendere mi toccava camminare in casa, manco mi stessi preparando per la maratona di New York.
Sono passato dal "sono dolori della crescita" a "chissà cosa ti sei messo in testa". Dopo svariati esami, dopo mille visite da vari dottori e dopo avermi fatto sverginare il naso dal sondino della manometria HR, ecco l'esito "Acalasia di tipo II". Sarò sincero. L'ho presa con filosofia. Ero contento di avere finalmente una diagnosi. Mi ricordo di aver chiamato subito le mie nonne e di aver detto:
A settembre 2017 sono stato operato a Roma di POEM, mi aspettavo risultati diversi, ma sono convinto che una soluzione si trova sempre a tutto.
Non è così male essere rari (non mi piace dire malati). Io, ad esempio, quando mi trovo a tavola qualcosa che non mi piace dico "eh no, non riesco a mangiarla questa, mi dispiace" oppure a lavoro "mi metto in malattia per il mio problema". Sono stronzo lo so, ma questa malattia ha anche i suoi vantaggi.
Questa è la mia storia. Breve e divertente.
Invece che scrivere i sintomi e quanto si sta male, preferisco scrivere le cose un po' più simpatiche, perché la vita va affrontata così, sempre con il sorriso.
Sono contento di far parte di questo meraviglioso gruppo, un gruppo che ti dà tanto e ti fa capire di non essere mai solo.
Noi siamo questi. Siamo rari e siamo fieri di esserlo.
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